Sobre Fabrizio

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Il suonatore Jones” è stata per me la poesia più difficile. Calarsi nella realtà degli altri personaggi pieni di difetti e di complessi è stato relativamente f acile, ma calarsi in questo personaggio così sereno da suonare per puro divertimento, senza farsi pagare, per me che sono un professionista della musica è stato tutt'altro che facile. Per Jones la musica non è un mestiere, un'alternativa: ridurla a un mestiere sarebbe come seppellire la libertà. E in questo momento non so se finirò prima o poi per seguire il suo esempio.

"Il suonatore Jones" fue para mí el poema más difícil. Sumergirse en la realidad de los otros personajes llenos de defectos y complejos fue relativamente fácil, pero sumergirse en este personaje tan sereno para tocar por pura diversión, sin hacerse pagar, para mí que soy un profesional de la música no fue tan fácil. Para Jones la música no es un oficio, una alternativa: reducirla a un oficio sería como enterrar la libertad. Y en este momento no sé si terminaré antes o después por seguir su ejemplo.

Fabrizio de André (Sobre Canciones)

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Fabrizio si doleva della sua estrazione borghese, il suo forte senso autocritico lo portò a definirsi “coniglio individualista”. Alcuni contestavano a De André le sue origini e il fatto che un benestante componesse quel tipo di canzoni impegnate. Ne parlai a Duilio Del Prete durante una mia intervista; Del Prete mi rispose: “mentre il figlio dell'operaio ha difficoltà a studiare, ad avere accesso alla cultura, e quindi a diciotto anni, se non prima, deve andare a lavorare, chi è borghese può studiare senza particolari problemi. Bisogna però vedere come si utilizza il benessere, la cultura. Un conto è passare sei mesi in vacanza ai tropici, un conto è mettere a disposizione di tutti la propria cultura come ha fatto Fabrizio De André”.
Fabrizio aveva una forte attenzione per il prossimo; se qualche fabbrica chiudeva lasciando senza lavoro i dipendenti, lo vedevi preoccuparsi oltre modo.

Fabrizio se dolía de su extracción burguesa, su fuerte sentido autocrítico lo llevó a llamarse "conejo individualista". Algunos cuestionaron sus orígenes a De André y el hecho de que un adinerado estuviera componiendo ese tipo de canciones comprometidas. Hablé con Duilio Del Prete durante una de mis entrevistas; Del Prete respondió: "mientras que el hijo del trabajador tiene dificultades para estudiar, tener acceso a la cultura y, por lo tanto, a los dieciocho años, si no antes, debe ir a trabajar, quien es burgués puede estudiar sin problemas particulares. Pero hay que ver cómo se usa el bienestar, la cultura. Una cosa es pasar seis meses de vacaciones en los trópicos, una cosa es poner su cultura a disposición de todos, como lo hizo Fabrizio De André".
Fabrizio tenía una gran consideración por el próximo; Si alguna fábrica cerraba dejando a los empleados sin trabajo, se le veía preocupado por ello.

De "Tu prova ad avere un'idea – Ripensando De André e Gaber"

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“Quando è uscito 'Storia di un impiegato' avrei voluto bruciarlo. Era la prima volta che mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio troppo oscuro, difficile. L'idea del disco era affascinante: dare del Sessantotto una lettura poetica, e invece è venuto fuori un disco politico. E ho fatto l'unica cosa che non avrei mai voluto fare: spiegare alla gente come comportarsi”.

"Cuando salió "Historia de un empleado" hubiera querido quemarlo. Era la primera vez que me posicionaba políticamente y sé que usé un lenguaje demasiado oscuro y difícil. La idea del disco era fascinante: dar al sesenta y ocho una lectura poética, y en cambio me salió un disco político. E hice lo único que nunca quise hacer: explicarle a la gente cómo comportarse".

Fabrizio De André (Sobre Canciones)

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"...che non vengano a chiedere a me delle certezze. Io sono un raccontatore di storie, non sono nè un filosofo, nè un politico. Di solito le certezze si chiedon o ai filosofi e ai politici, forse più ai filosofi, però non le si chiede sicuramente a un artista. Invece mi pare che i ragazzi cerchino in noi delle certezze.e questo è pericoloso. Perchè noi siamo pieni di dubbi. Perchè il nostro mestiere è quello di essere pieni di dubbi. Questi ragazzi, invece, vogliono delle certezze: ti invitano a tenere mezze conferenze nelle università,sinceramente mi domando...ma che gli vado a dire?"

"... que no vengan a preguntarme a mí. Soy un contador de historias, no soy un filósofo ni un político. Por lo general, las certezas se preguntan a los filósofos y a los políticos, quizás más a los filósofos, pero no se le pregunta a un artista. Creo que los chicos están buscando certezas. Y eso es peligroso. Porque estamos llenos de dudas. Porque nuestro trabajo es estar lleno de dudas. Estos chicos quieren certezas: Cuando te invitan a celebrar conferencias en las universidades, sinceramente me pregunto... pero ¿qué les voy a decir?"

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La poesia è la musica dell'Anima. Tutto possiede in sé della poesia.
I poeti altro non sono che dei musicisti che suonano le melodie che provengono dal cuore, c on strumenti diversi da quelli convenzionali.
Uomini che sanno trarre dalle cose un significato profondo, un afflato sensibile solo a pochi, non percepibile da tutti e lo trasformano in parole...
Alchimisti dell'anima.

La poesía es la música del alma. Todo posee poesía.
Los poetas no son más que músicos tocando las melodías que provienen del corazón, con instrumentos distintos de los convencionales.
Hombres que saben sacar de las cosas un significado profundo, un soplo sensible a unos pocos, no perceptible por todos y que lo convierten en palabras...
Alquimistas del alma.

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Quando Fabrizio se n'è andato, alle due e un quarto dell'11 gennaio 1999, s'è portato con sé tutto quello che non sarebbe mai stato più, con tutti i momenti che avevamo trascorso insieme. Quando l'ho capito, in quell'anestesia fumosa e stanca che è il dolore, mi sono resa conto di quanto fosse “dimagrito” il pianeta all'improvviso. Tutto il peso leggero di quello che era andato via, trascinato a forza fuori di noi nel giro di nemmeno cinque mesi spietati e lunghissimi. Una folata scheletrica di vento che ha reso il mondo magro e scarnificato, come dopo una malattia.

Cuando Fabrizio se fue, a las dos y cuarto del 11 de enero de 1999, se llevó consigo todo lo que nunca sería más, con todos los momentos que habíamos pasado juntos. Cuando me di cuenta, en esa anestesia humeante y cansada que es el dolor, me di cuenta de lo repentinamente que el planeta había "perdido peso". Todo el peso ligero de lo que se había ido, arrastrado a la fuerza fuera de nosotros en cinco meses crueles y largos. Una ráfaga esquelética de viento que hizo el mundo delgado y troceado, como después de una enfermedad.

Dori Ghezzi (esposa de Fabrizio)

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Si che ne sono state dette di cotte e crude sul fatto che io abbia deciso di esibirmi alla Bussola. Ma il motivo vero è molto più semplice, come in fondo accad e quasi in tutte le cose di cui si va alla ricerca del "perché". Io mi sono sempre rifiutato di esibirmi in pubblico, prima, non per snobismo o per " fare il personaggio", ma semplicemente perché avevo paura. Una paura folle del pubblico. Perché io, quando canto, "metto in mostra" i miei sentimenti, le mie ansie, i miei dubbi e mi terrorizzava l'idea di "mettermi nudo", psicologicamente, davanti a tanta gente.

Sí, se han dicho muchas cosas sobre el hecho de que decidí actuar en la Bussola. Pero la razón real es mucho más simple, como en el fondo ocurre casi en todas las cosas de las que se busca el "porqué". Siempre me había negado a actuar en público, antes, no por esnobismo o para "hacerme el personaje", sino simplemente porque tenía miedo. Un miedo loco al público. Porque yo, cuando canto, "pongo en exhibición" mis sentimientos, mis ansiedades, mis dudas y me aterrorizaba la idea de "desnudarme", psicológicamente, delante de tanta gente.

Fabrizio de André

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Non sono un personaggio, non ho quindi bisogno di cambiare. Al contrario vorrei che cambiasse un po' il mondo, che è sempre stupidamente uguale, monotono, assurdamente ed inutilmente cattivo.

No soy un personaje, no necesito cambiar. Al contrario, quiero que cambie un poco el mundo, que es siempre estúpidamente igual, monótono, absurdamente e innecesariamente malo.

Fabrizio de André (Sobre la Humanidad)
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S'è detto, s'è cercato di capire il motivo di certe mie asperità di carattere, di un mio scappare dalla gente, di una selvatichezza che mi rendeva antipatico e inavvicinabile. La verità è molto banale. Fin da piccolo avevo paura degli altri a causa del mio occhio sinistro. La mia palpebra soffriva di una forma di paresi, per cui mi pendeva sull'occhio chiudendolo più della metà. Questa imperfezione mi faceva sentire brutto, diverso, impresentabile. Ero arrivato al punto di credere che, se qualcuno mi guardava, lo faceva soltanto perché era stato colpito dal mio difetto. Un difetto che ha rovinato la mia vita fino all'età di trentacinque anni. Fino a quando, cioè, con una semplice operazione, ho rimediato a tutto. E' stato, quello dell'occhio, un complesso gigantesco e terrificante, dal quale sono derivati quasi tutti gli altri che, più o meno, ancora oggi mi affliggono.

[In E. Ferri, Il poeta è tornato, "Anna", 16 ottobre 1990]

Se ha dicho, se ha tratado de entender el motivo de mis asperezas de carácter, del huir de la gente, de una rebeldía que me hacía antipático e inaccesible. La verdad es muy trivial. Desde niño tenía miedo de los demás por mi ojo izquierdo. Mi párpado sufría de parálisis, por lo que me colgaba en el ojo más de la mitad. Esta imperfección me hacía sentir feo, diferente, impresentable. Había llegado al punto de creer que si alguien me miraba, sólo lo hacía porque había sido golpeado por mi defecto. Un defecto que arruinó mi vida hasta los treintacinco años. Hasta que, con una simple operación, lo arreglé todo. Fue, el del ojo, un complejo enorme y aterrador, del que se derivan casi todos los demás que, más o menos, todavía me afligen hoy.

[In E. Ferri, Il poeta è tornato, "Anna", 16 ottobre 1990]
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Ai concerti io sono quasi sempre ubriaco, non essendo mai riuscito a vincere definitivamente la paura di andare in pubblico, di essere criticato. D'altronde io sono il primo a criticarmi, in fondo ho anche paura di me stesso, sono sempre seduto in prima fila a dirmi "ma guarda che stai assumendo degli atteggiamenti cretini" o "cosa stai a fare ancora lì alla tua età"... Quindi sono sempre al limite della vergogna, se devo esprimermi in termini molto terra terra.
Magari chi non mi conosce mi reputa probabilmente diverso da quello che sono.

[In D. Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, pp. 38-39]

En los conciertos estoy casi siempre borracho, nunca he podido vencer definitivamente el miedo de andar en público, de ser criticado. Yo soy el primero en criticarme, en el fondo también tengo miedo de mí mismo, siempre estoy sentado en primera fila diciéndome "pero mira que estás tomando actitudes idiotas" o "qué estás haciendo todavía allí a tu edad "... Así que siempre estoy al límite de la vergüenza, si tengo que expresarme en términos muy tierra tierra.
Quizá los que no me conocen me consideran diferente de lo que soy.

[en d Fasoli, Fabrizio de André. Passaggi di tempo,, pp. 38-39]
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"Scrivere 'Il Cantico dei drogati', per me che avevo una tale dipendenza dall'alcol, ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ero compiaciuto. È una reazione frequente, tra i drogati, quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all'alcol la fantasia viaggiava sbrigliatissima. Ho scritto sotto effetto dell'alcol testi di cui vado orgoglioso, come 'Amico fragile' per esempio. Con il 'Cantico' mi rappresentavo e mi liberavo dell'imbarazzo di essere considerato un alcolizzato".

"Escribir 'Il Cantico dei drogati', para mí que tenía tanta dependencia del alcohol, tenía un valor liberador y catártico. El texto no me asustaba, por el contrario, me complacìa. Es una reacción frecuente, entre los adictos, regodearse por el hecho de drogarse. Me gustaba beber, también porque gracias al alcohol, la fantasía viajaba libremente. He escrito bajo la influencia del alcohol textos de los que estoy orgulloso, como 'Amico fragile', por ejemplo. Con el 'Cantico' me representé a mí mismo y me liberé de la vergüenza de ser considerado un alcohólico".

Fabrizio de André (Sobre Canciones)

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