Sobre Fabrizio

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Quando Fabrizio se n'è andato, alle due e un quarto dell'11 gennaio 1999, s'è portato con sé tutto quello che non sarebbe mai stato più, con tutti i momenti che avevamo trascorso insieme. Quando l'ho capito, in quell'anestesia fumosa e stanca che è il dolore, mi sono resa conto di quanto fosse “dimagrito” il pianeta all'improvviso. Tutto il peso leggero di quello che era andato via, trascinato a forza fuori di noi nel giro di nemmeno cinque mesi spietati e lunghissimi. Una folata scheletrica di vento che ha reso il mondo magro e scarnificato, come dopo una malattia.

Cuando Fabrizio se fue, a las dos y cuarto del 11 de enero de 1999, se llevó consigo todo lo que nunca sería más, con todos los momentos que habíamos pasado juntos. Cuando me di cuenta, en esa anestesia humeante y cansada que es el dolor, me di cuenta de lo repentinamente que el planeta había "perdido peso". Todo el peso ligero de lo que se había ido, arrastrado a la fuerza fuera de nosotros en cinco meses crueles y largos. Una ráfaga esquelética de viento que hizo el mundo delgado y troceado, como después de una enfermedad.

Dori Ghezzi (esposa de Fabrizio)

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Si che ne sono state dette di cotte e crude sul fatto che io abbia deciso di esibirmi alla Bussola. Ma il motivo vero è molto più semplice, come in fondo accad e quasi in tutte le cose di cui si va alla ricerca del "perché". Io mi sono sempre rifiutato di esibirmi in pubblico, prima, non per snobismo o per " fare il personaggio", ma semplicemente perché avevo paura. Una paura folle del pubblico. Perché io, quando canto, "metto in mostra" i miei sentimenti, le mie ansie, i miei dubbi e mi terrorizzava l'idea di "mettermi nudo", psicologicamente, davanti a tanta gente.

Sí, se han dicho muchas cosas sobre el hecho de que decidí actuar en la Bussola. Pero la razón real es mucho más simple, como en el fondo ocurre casi en todas las cosas de las que se busca el "porqué". Siempre me había negado a actuar en público, antes, no por esnobismo o para "hacerme el personaje", sino simplemente porque tenía miedo. Un miedo loco al público. Porque yo, cuando canto, "pongo en exhibición" mis sentimientos, mis ansiedades, mis dudas y me aterrorizaba la idea de "desnudarme", psicológicamente, delante de tanta gente.

Fabrizio de André

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Non sono un personaggio, non ho quindi bisogno di cambiare. Al contrario vorrei che cambiasse un po' il mondo, che è sempre stupidamente uguale, monotono, assurdamente ed inutilmente cattivo.

No soy un personaje, no necesito cambiar. Al contrario, quiero que cambie un poco el mundo, que es siempre estúpidamente igual, monótono, absurdamente e innecesariamente malo.

Fabrizio de André (Sobre la Humanidad)
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S'è detto, s'è cercato di capire il motivo di certe mie asperità di carattere, di un mio scappare dalla gente, di una selvatichezza che mi rendeva antipatico e inavvicinabile. La verità è molto banale. Fin da piccolo avevo paura degli altri a causa del mio occhio sinistro. La mia palpebra soffriva di una forma di paresi, per cui mi pendeva sull'occhio chiudendolo più della metà. Questa imperfezione mi faceva sentire brutto, diverso, impresentabile. Ero arrivato al punto di credere che, se qualcuno mi guardava, lo faceva soltanto perché era stato colpito dal mio difetto. Un difetto che ha rovinato la mia vita fino all'età di trentacinque anni. Fino a quando, cioè, con una semplice operazione, ho rimediato a tutto. E' stato, quello dell'occhio, un complesso gigantesco e terrificante, dal quale sono derivati quasi tutti gli altri che, più o meno, ancora oggi mi affliggono.

[In E. Ferri, Il poeta è tornato, "Anna", 16 ottobre 1990]

Se ha dicho, se ha tratado de entender el motivo de mis asperezas de carácter, del huir de la gente, de una rebeldía que me hacía antipático e inaccesible. La verdad es muy trivial. Desde niño tenía miedo de los demás por mi ojo izquierdo. Mi párpado sufría de parálisis, por lo que me colgaba en el ojo más de la mitad. Esta imperfección me hacía sentir feo, diferente, impresentable. Había llegado al punto de creer que si alguien me miraba, sólo lo hacía porque había sido golpeado por mi defecto. Un defecto que arruinó mi vida hasta los treintacinco años. Hasta que, con una simple operación, lo arreglé todo. Fue, el del ojo, un complejo enorme y aterrador, del que se derivan casi todos los demás que, más o menos, todavía me afligen hoy.

[In E. Ferri, Il poeta è tornato, "Anna", 16 ottobre 1990]
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Ai concerti io sono quasi sempre ubriaco, non essendo mai riuscito a vincere definitivamente la paura di andare in pubblico, di essere criticato. D'altronde io sono il primo a criticarmi, in fondo ho anche paura di me stesso, sono sempre seduto in prima fila a dirmi "ma guarda che stai assumendo degli atteggiamenti cretini" o "cosa stai a fare ancora lì alla tua età"... Quindi sono sempre al limite della vergogna, se devo esprimermi in termini molto terra terra.
Magari chi non mi conosce mi reputa probabilmente diverso da quello che sono.

[In D. Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, pp. 38-39]

En los conciertos estoy casi siempre borracho, nunca he podido vencer definitivamente el miedo de andar en público, de ser criticado. Yo soy el primero en criticarme, en el fondo también tengo miedo de mí mismo, siempre estoy sentado en primera fila diciéndome "pero mira que estás tomando actitudes idiotas" o "qué estás haciendo todavía allí a tu edad "... Así que siempre estoy al límite de la vergüenza, si tengo que expresarme en términos muy tierra tierra.
Quizá los que no me conocen me consideran diferente de lo que soy.

[en d Fasoli, Fabrizio de André. Passaggi di tempo,, pp. 38-39]
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"Scrivere 'Il Cantico dei drogati', per me che avevo una tale dipendenza dall'alcol, ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ero compiaciuto. È una reazione frequente, tra i drogati, quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all'alcol la fantasia viaggiava sbrigliatissima. Ho scritto sotto effetto dell'alcol testi di cui vado orgoglioso, come 'Amico fragile' per esempio. Con il 'Cantico' mi rappresentavo e mi liberavo dell'imbarazzo di essere considerato un alcolizzato".

"Escribir 'Il Cantico dei drogati', para mí que tenía tanta dependencia del alcohol, tenía un valor liberador y catártico. El texto no me asustaba, por el contrario, me complacìa. Es una reacción frecuente, entre los adictos, regodearse por el hecho de drogarse. Me gustaba beber, también porque gracias al alcohol, la fantasía viajaba libremente. He escrito bajo la influencia del alcohol textos de los que estoy orgulloso, como 'Amico fragile', por ejemplo. Con el 'Cantico' me representé a mí mismo y me liberé de la vergüenza de ser considerado un alcohólico".

Fabrizio de André (Sobre Canciones)

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