Sobre Fabrizio

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S'è detto, s'è cercato di capire il motivo di certe mie asperità di carattere, di un mio scappare dalla gente, di una selvatichezza che mi rendeva antipatico e inavvicinabile. La verità è molto banale. Fin da piccolo avevo paura degli altri a causa del mio occhio sinistro. La mia palpebra soffriva di una forma di paresi, per cui mi pendeva sull'occhio chiudendolo più della metà. Questa imperfezione mi faceva sentire brutto, diverso, impresentabile. Ero arrivato al punto di credere che, se qualcuno mi guardava, lo faceva soltanto perché era stato colpito dal mio difetto. Un difetto che ha rovinato la mia vita fino all'età di trentacinque anni. Fino a quando, cioè, con una semplice operazione, ho rimediato a tutto. E' stato, quello dell'occhio, un complesso gigantesco e terrificante, dal quale sono derivati quasi tutti gli altri che, più o meno, ancora oggi mi affliggono.

[In E. Ferri, Il poeta è tornato, "Anna", 16 ottobre 1990]

Se ha dicho, se ha tratado de entender el motivo de mis asperezas de carácter, del huir de la gente, de una rebeldía que me hacía antipático e inaccesible. La verdad es muy trivial. Desde niño tenía miedo de los demás por mi ojo izquierdo. Mi párpado sufría de parálisis, por lo que me colgaba en el ojo más de la mitad. Esta imperfección me hacía sentir feo, diferente, impresentable. Había llegado al punto de creer que si alguien me miraba, sólo lo hacía porque había sido golpeado por mi defecto. Un defecto que arruinó mi vida hasta los treintacinco años. Hasta que, con una simple operación, lo arreglé todo. Fue, el del ojo, un complejo enorme y aterrador, del que se derivan casi todos los demás que, más o menos, todavía me afligen hoy.

[In E. Ferri, Il poeta è tornato, "Anna", 16 ottobre 1990]
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Ai concerti io sono quasi sempre ubriaco, non essendo mai riuscito a vincere definitivamente la paura di andare in pubblico, di essere criticato. D'altronde io sono il primo a criticarmi, in fondo ho anche paura di me stesso, sono sempre seduto in prima fila a dirmi "ma guarda che stai assumendo degli atteggiamenti cretini" o "cosa stai a fare ancora lì alla tua età"... Quindi sono sempre al limite della vergogna, se devo esprimermi in termini molto terra terra.
Magari chi non mi conosce mi reputa probabilmente diverso da quello che sono.

[In D. Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, pp. 38-39]

En los conciertos estoy casi siempre borracho, nunca he podido vencer definitivamente el miedo de andar en público, de ser criticado. Yo soy el primero en criticarme, en el fondo también tengo miedo de mí mismo, siempre estoy sentado en primera fila diciéndome "pero mira que estás tomando actitudes idiotas" o "qué estás haciendo todavía allí a tu edad "... Así que siempre estoy al límite de la vergüenza, si tengo que expresarme en términos muy tierra tierra.
Quizá los que no me conocen me consideran diferente de lo que soy.

[en d Fasoli, Fabrizio de André. Passaggi di tempo,, pp. 38-39]
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"Scrivere 'Il Cantico dei drogati', per me che avevo una tale dipendenza dall'alcol, ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ero compiaciuto. È una reazione frequente, tra i drogati, quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all'alcol la fantasia viaggiava sbrigliatissima. Ho scritto sotto effetto dell'alcol testi di cui vado orgoglioso, come 'Amico fragile' per esempio. Con il 'Cantico' mi rappresentavo e mi liberavo dell'imbarazzo di essere considerato un alcolizzato".

"Escribir 'Il Cantico dei drogati', para mí que tenía tanta dependencia del alcohol, tenía un valor liberador y catártico. El texto no me asustaba, por el contrario, me complacìa. Es una reacción frecuente, entre los adictos, regodearse por el hecho de drogarse. Me gustaba beber, también porque gracias al alcohol, la fantasía viajaba libremente. He escrito bajo la influencia del alcohol textos de los que estoy orgulloso, como 'Amico fragile', por ejemplo. Con el 'Cantico' me representé a mí mismo y me liberé de la vergüenza de ser considerado un alcohólico".

Fabrizio de André (Sobre Canciones)

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