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“Sidun” si rifà all'invasione di Sharon che aveva portato l'inferno anche in Sidone. “Ho immaginato”, dice De André, “un padre palestinese, sporco, disperato, che tiene in braccio il suo bambino, macinato dai cingoli di un carro armato”. La voce di Fabrizio ha lo stupore della tragedia: invoca, accusa, esita, rantola: un'impotenza sospesa sull'afflizione del mondo. E la melodia ascende, s'attorce, implora silenzio e poi s'apre al grido. Né il testo dà tregua allo sgomento e alla rabbia: racconta le ombre torve dei soldati israeliani.

"Sidun" se refiere a la invasión de Sharon que también trajo el infierno en Sidón. "Me imaginé ", dice De André, "un padre palestino, sucio, desesperado, que sostiene a su hijo, aplastado por las orugas de un tanque ". La voz de Fabrizio tiene el asombro de la tragedia: invoca, acusa, duda, habla: una impotencia suspendida sobre la aflicción del mundo. Y la melodía se eleva, se retuerce, implora silencio y luego se abre al grito. Tampoco el texto da alivio a la consternación y la ira: revela las sombrías sombras de los soldados israelíes.

Smisurate Preghiere – Sulla cattiva strada con Fabrizio De André – Cesare G. Romana (Sobre Canciones)

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Poi finalmente il cancro a liberarti da una ragnatela di rimorsi, rancori e rimpianti. Dicono colpisca anche le persone buone. Chi è buono? È buono solo il cancro che non fa distinzioni e non si lascia corrom­pere perché conosce il teatro e gli attori e soprattutto sa che questo mondo non è stato fatto per gli uomini. Il cancro qui lo esorcizzano e poi lo seppelliscono. Sarei rimasto volentieri.

Luego, finalmente, el cáncer para liberarte de una red de remordimiento, resentimiento y arrepentimiento. Dicen que también afecta a las buenas personas. ¿Quien es bueno? Solo el cáncer es bueno, no hace distinciones y no se deja corromper porque conoce el teatro y a los actores y, sobre todo, sabe que este mundo no está hecho para los hombres. El cáncer que lo exorciza y luego lo entierra. Me hubiera encantado quedarme.

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio)

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Quello che ho sempre sostenuto – da quando Fabrizio è venuto a mancare – la più grande perdita non è tanto la perdita dell'artista, dell'amico – e questa è una cosa personale – bensì la perdita politica. Perché questo? Perché la sua era una voce alta, come lo era la voce di Pasolini. Fabrizio, quando parlava, non dico che azzittiva tutti, ma comunque faceva ragionare, rappresentava quelle che erano le nostre istanze, di chi non è omologato, di chi è ostinato e contrario, di chi in qualche modo cerca la verità. È questa la sostanza. Parlando con Fabrizio una volta gli dissi: “sai maestro, secondo me l'unico strumento che l'uomo ha per essere libero è la cultura”. Lui mi fece una dissertazione su una corrente anarchica che affermava il contrario, ma, sostanzialmente, condivideva il fatto che la cultura è l'unica strada che può renderci liberi.

Lo que siempre he sostenido - desde que Fabrizio nos falta- es que la mayor pérdida no es tanto la pérdida del artista, del amigo - y esto es algo personal -, sino la pérdida política. ¿Por qué esto? Porque su voz era alta, como lo era la voz de Pasolini. Fabrizio, cuando hablaba, no digo que acallase a todos, pero sí que hacía razonar, representaba el modelo de lo que eran nuestros ideales, de aquellos que no eran "homologados" socialmente, de aquellos que eran obstinados y contrarios, de aquellos que de alguna manera buscan la verdad. Esa es la esencia. Hablando con Fabrizio una vez le dije: "Sabes maestro, creo que el único instrumento que el hombre tiene para ser libre es la cultura". Él me hizo una disertación sobre una corriente anarquista que declaraba lo contrario, pero, básicamente, compartía el hecho de que la cultura es el único camino que puede hacernos libres.

Luigi Viva (Sobre Fabrizio)

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“Prima di Socrate e di Gesù Cristo, erano riconosciuti quattro impulsi primari: quello della nutrizione, quello della continuazione della specie, quello del saccheggio di cui abbiamo avuto abili e nobili prove durante le recenti amministrazioni politiche e, strano a dirsi, l'impulso della compassione. Io credo che sia proprio la morale, costringendo a seguire un insieme di regole di cui non si è convinti, ad avere sopito questo meraviglioso impulso che è connaturato all'animo umano, l'impulso della compassione. Trovo invece moralistico e ricattatorio il termine solidarietà perché in nome di una regola o di una imposizione moralistica, si soffoca proprio questo impulso alla compassione, termine che ci spiega come l'uomo sia già solidale, per impulso naturale”.

"Antes de Sócrates y Jesucristo, se reconocían cuatro impulsos principales: el de la nutrición, el de la continuación de la especie, el del saqueo del que tenemos pruebas hábiles y feacientes durante las recientes administraciones políticas y, por extraño que parezca, el impulso de la compasión. Creo la moral, obliga a las personas a seguir un conjunto de reglas de las que uno no se está convencido, que apacigua ese maravilloso impulso inherente al alma humana, el impulso de la compasión. También me parece moralista y chantajista el término solidaridad, porque en nombre de una regla o de una imposición moralística, este impulso a la compasión es sofocado, un término - este de la compasión - que ya explica que el hombre es de por sí solidario, por impulso natural".

Fabrizio de André (Sobre la Humanidad)

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Io scrivo di persone che hanno tentato, anche in maniera abbastanza balorda, al di fuori delle leggi scritte, di riuscire a trovare la loro libertà, che certe volte può contrastare, certe volte addirittura contrasta necessariamente con quelle che sono le leggi scritte, per questo ho scritto "Il pescatore", per questo ho scritto tante altre canzoni come "Bocca di rosa". Cioè per me l'importante è fare capire alla gente che le leggi scritte possono essere scritte in ogni caso, in ogni modo e in ogni tempo, ma sempre da un gruppo che è al potere.

Escribo sobre personas que han intentado, incluso de una manera bastante absurda, fuera de las leyes escritas, poder encontrar su libertad, ciertas veces a contracorriente de las personas, ciertas veces a contracorriente de las leyes escritas; por eso escribí "Il pescatore", por eso escribí muchas otras canciones como "Bocca di rosa". Para mí, lo importante es hacer que la gente entienda que las leyes escritas son redactadas en cada caso, en cada modo y en cada momento, siempre por un grupo que está en el poder.

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio)

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Il significato del titolo “Anime salve” è “Spirito solitario”. “Nel verso ‘Mi sono visto di spalle che partivo' è un accenno al rifiuto dell'identità anagrafica, cioè del personaggio costruito da un'autorità che vuole imporre a ciascuno di ‘stare al mondo', o al ‘proprio posto'. La scelta della solitudine permette di non stare nel mucchio, di non essere contaminati da passioni di parte e di vivere senza giudicare gli errori altrui, senza responsabilizzare nessuno per i propri”. Tutta la canzone è un inno alla solitudine che salva.

El significado del título "Anime salve" es "Espíritu solitario". "En el verso 'Me he visto de espaldas partiendo' es un indicio del rechazo de la identidad anagráfica, es decir, del personaje construido por una autoridad que quiere imponer a todos 'estar en el mundo' o en 'lugar correspondiente'. La elección de la soledad hace posible no seguir en la manada, no contaminarse con pasiones ajenas y vivir sin juzgar los errores de los demás y sin hacer a nadie responsable de los suyos propios”. Toda la canción es un himno a la soledad que salva.

(Sobre Canciones)

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Anch'io ogni giorno, come prete, «verso il vino e spezzo il pane per chi ha sete e fame». Tu, Faber, mi hai insegnato a distribuirlo, non solo tra le mura del Tempio, ma per le strade, nei vicoli più oscuri, nell'esclusione, nell'emarginazione.

Yo también todos los días, como sacerdote, "coniverto el vino y parto el pan para los que tienen sed y hambre". Tú, Faber, me enseñaste a repartirlo, no sólo entre las paredes del Templo, sino en las calles, en los callejones más oscuros, en la exclusión, en la marginación.

Don Andrea Gallo escribe a Fabrizio de André (Sobre Fabrizio)

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A sei anni dalla morte di Faber, il giornalista suo amico Cesare G. Romana disse a Dori: "E' un miracolo, nel circo mutante della musica, quest'assenza-presenza " Dori rispose: "Forse è perché lui rappresenta qualcosa di più e di diverso., rispetto alle solite star. Non ha mai ingannato nessuno, la gente ne intuisce il rigore, ne sente il rispetto per gli altri e lo considera uno di famiglia. E' un fatto di pelle: hai notato quanti ragazzi venivano ai suoi concerti? I giovani lo amano perché si sentono rappresentati, non si sentono soli. E sai perché? Quando saliva sul palco, ogni spettatore aveva la sensazione che Fabrizio, cantando, parlasse direttamente con lui. Poi, in camerino, riceveva chiunque volesse fargli visita: si facevano le ore piccole, aspettando che la sfilata finisse. A parte Vasco non conosco altri artisti, anche grandi, che ispirino al pubblico questo tipo di intesa, io la chiamerei complicità".

Seis años después de la muerte de Faber, su amigo Cesare G. Romana le dijo a Dori: "Es un milagro, en el mutante circo de la música, esta ausencia-presencia". Dori respondió: "Quizás es porque él representa algo más y diferente, en comparación con las estrellas habituales. Nunca engañó a nadie, la gente puede sentir su rigor, sienten el respeto por los demás y lo consideran uno de la familia. Es una realidad: ¿Te dabas cuenta de la cantidad de jóvenes que venían a sus conciertos? Los jóvenes lo aman porque se sienten representados, no se sienten solos. ¿Y sabes por qué? Cuando subía al escenario, todos los espectadores tenían la sensación de que Fabrizio, cantando, les hablaba directamente. Luego, en el camerino, recibía a cualquiera que quisiera visitarlo: Se quedaba hasta tarde, esperando a que terminara todo el desfile de personas que querían verle . Aparte de Vasco, no conozco a otros artistas, ni siquiera a grandes, que inspiren este tipo de comprensión, lo llamaría complicidad ".

De: "Smisurate preghiere" de Cesare G. Romana (Sobre Fabrizio)

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"Ebbi ben presto abbastanza chiaro che il mio lavoro doveva cammina­re su due binari: l'ansia per una giustizia sociale che ancora non esiste e l'illusione di p oter partecipare, in qualche modo, a un cambiamen­to del mondo. La seconda si è sbriciolata ben presto, la prima rimane".

Tuve muy pronto bastante claro que mi trabajo tenía que caminar en dos vías: la ansiedad por una justicia social que aún no existe y la ilusión de poder participar, de alguna manera, en un cambio del mundo. La segunda se derrumbó pronto, la primera permanece ".

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio)

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"Oggi noi ci lamentiamo: vedo che c'è un gran tormento sulla perdita dei valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani d'oggi non abbiano valori; hanno sicuramente dei valori che noi non siamo ancora riusciti a capir bene, perché siamo troppo affezionati ai nostri."

"hoy nos quejamos: veo que hay un gran tormento sobre la pérdida de los valores. Hay que esperar a historizarlo. Yo creo que no es que los jóvenes de hoy no tengan valores; definitivamente tienen valores que nosotros aún no hemos logrado entender bien, porque somos demasiado fieles a los nuestros."

Fabrizio de André (Sobre la Humanidad)

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