Sobre la Humanidad
     

L'invidia oppone gli umili ai potenti ma anche i potenti agli umili: il potere ci invidia quello che non può avere: l'innocenza, la solidarietà, l'utopia.
Quan to alla scienza, la sua funzione dovrebbe essere quella di migliorare la nostra vita. Invece si mette al servizio del potere implicitamente contro o malgrado noi.

La envidia opone a los humildes contra los poderosos, pero también a los poderosos contra los humildes: el poder nos envidia lo que no puede tener: la inocencia, la solidaridad, la utopía.
En cuanto a la ciencia, su función debería ser mejorar nuestra vida. En cambio, se pone al servicio del poder implícitamente contra o a pesar de nosotros.

Fabrizio de André

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Non sono un personaggio, non ho quindi bisogno di cambiare. Al contrario vorrei che cambiasse un po' il mondo, che è sempre stupidamente uguale, monotono, assurdamente ed inutilmente cattivo.

No soy un personaje, no necesito cambiar. Al contrario, quiero que cambie un poco el mundo, que es siempre estúpidamente igual, monótono, absurdamente e innecesariamente malo.

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio)
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Credo che l'uomo, per salvarsi, debba sperimentare l'angoscia della solitudine e dell'emarginazione. La solitudine, come scelta o come costrizione, è un aiuto: ti obbliga a crescere. Questa è la salvezza.

Creo que el hombre, para salvarse, debe experimentar la angustia de la soledad y la marginación. La soledad, como elección o coacción, es una ayuda: te obliga a crecer. Esta es la salvación.

Fabrizio de André (Sobre la Soledad)

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"È molto più difficile essere capiti facendo del bene che del male".

"Es mucho más difícil ser entendido haciendo el bien que el mal".

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio)

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"Le canzoni quindi servono a formare una coscienza. Sono una piccola goccia dove servirebbero secchi d'acqua. Cantare, credo che sia un ultimo grido di libertà. Forse il più serio. Scrivere canzoni sta diventando una responsabilità sociale, ma se ne sono accorti in pochi. Esse entrano a far parte del patrimonio culturale di un popolo, sono parte della coscienza".

"Las canciones sirven para formar una conciencia. Son una pequeña gota de agua donde se necesitarían cubos. Cantar, creo que es un último grito de libertad. Quizás el más serio. Escribir canciones se está convirtiendo en una responsabilidad social, pero se encuentra en pocas. Se vuelven parte del patrimonio cultural de un pueblo, forman parte de la conciencia. "
Fabrizio de André. (Sobre la Soledad)

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“Se il mondo ti frantuma ti puoi salvare soltanto rifugiandoti nella natura come nel grembo di una madre”.

"Si el mundo te rompe, sólo te puedes salvar en la naturaleza como en el vientre de una madre"
Fabrizio de André.

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"'La citta vecchia' è una canzone che risale al 1962, dove dimostro di aver sempre avuto, sia da giovane che da anziano, pochissime idee ma in compenso fisse. Nel senso che in questa canzone già esprimo quello che ho sempre pensato, che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell'errore, anche perché non ho ancora capito bene, malgrado i miei 58 anni, che cosa sia esattamente la virtù e cosa esattamente sia l'errore, perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo: c'erno morali nel medioevo e nel rinnascimento che oggi non sono più assolutamente riconosciute.
Oggi noi ci lamentiamo, vedo che c'è un gran tormento sulla perdita di valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani di oggi non abbian valori. Hanno sicuramente dei valori che non siamo riusciti a capir bene. Perché siamo troppo affezionati ai nostri. Tutto questo per dire io non ho nessuna verità assoluta in cui credere, che non ho nessuna certezza in tasca e quindi non la posso neanche regalare a nessuno. Va già molto bene se riesco a regalarvi qualche emozione.

"'La citta vecchia' es una canción que data de 1962, donde muestro que siempre tuve, tanto de joven como de mayor, muy pocas ideas, pero por otro lado, fijas. En el sentido de que en esta canción ya expreso lo que siempre he pensado, que hay muy poco mérito en la virtud y muy poca culpa en el error, aunque todavía no he entendido bien, a pesar de mis 58 años, qué es exactamente la virtud y qué es exactamente el error, porque es suficiente moverse de latitud y ver cómo los valores se vuelven negativos y viceversa. Y no hablemos de movernos en el tiempo: había una moral en la Edad Media y en el Renacimiento que hoy ya no es reconocible en absoluto.
Hoy nos lamentamos, veo que hay un gran tormento sobre la pérdida de valores. Debemos esperar para historizarlos, para tener una perspectiva temporal. Creo que no es que los jóvenes de hoy no tengan valores. Ciertamente tienen valores que no hemos podido comprender bien. Porque estamos muy apegados a lo nuestro. Todo esto para decir que no tengo una verdad absoluta en la que creer y, por lo tanto, no puedo dársela a nadie. Ya es muy bueno si puedo ofreceros alguna emoción".

Fabrizio de André. (Sobre Fabrizio / Sobre Canciones)

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"Questo nostro mondo è diviso in vincitori e vinti... dove i primi sono tre e i secondi tre miliardi. Come si può essere ottimisti?"

"Nuestro mundo está dividido en ganadores y perdedores... donde los primeros son tres y los segundos tres mil millones. ¿Cómo se puede ser optimista?"

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"Per me dietro ogni barbone si nasconde un eroe. È la fuga dal branco che ci porta a maturare spiritualmente".

"Para mí detrás de cada vagabundo se esconde un héroe. Es la huida de la manada lo que nos lleva a madurar espiritualmente".

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"La curiosità per un luogo, per una persona, forse è la sola vera forma d'amore di cui un uomo riesca ad essere onestamente capace".

"Quizás la capacidad más honesta de un hombre de amar de una forma verdadera, es la curiosidad por un lugar, por una persona".

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Don Andrea Gallo:

“ … oltre ai quattro testi "canonici", ho da sempre un quinto evangelo, quello secondo De André. È la mia Buona Novella laica ... è l'eco delle parole dell'uomo di Nazareth che, ne sono certo, affascinò il mio amico Fabrizio … la strada mi ha confermato quel che Fabrizio aveva intuito: "Dai diamanti non nasce niente, dal letame sbocciano i fior" ... Sono un "pescatore di uomini" che "versa il vino e spezza il pane per chi dice ho sete e ho fame"… quel "mond o degli ultimi" - degli emarginati, degli esclusi, dei tossici, delle prostitute - in cui Faber trovò la sua ispirazione … Dori Ghezzi ha sempre affermato: "Fabrizio è di tutti". È verissimo ... Dagli anni Sessanta a oggi mi sono sentito "evangelicamente coinvolto" dalla creazione artistica del grande cantautore genovese … Fabrizio, ancora giovane liceale, mi folgorò con un suo componimento scolastico dal quale già traspariva l'insofferenza nei confronti del potere e l'intolleranza verso le istituzioni ingiuste. Aveva solo diciassette anni, ma le sue parole erano già colme di forza e di compassione. La nostra amicizia fiorì passeggiando per le vie del ghetto di Genova, calpestando il selciato di quella via del Campo dove ancora oggi mi pare che a un tratto debbano sbucare i personaggi delle sue canzoni ... L'apice di questo fascino è rappresentato emblematicamente dai due protagonisti della celeberrima Il Pescatore. L'assassino e il pescatore incarnano la vita come "cammino" e "incontro", prescindendo da qualsiasi pregiudizio sull'altro. L'intesa sfuggente tra i due è un lampo di luce tra due oscurità ... In De André è palese e netta una voce che parte dal profondo per gridare giustizia … Sono sempre stato attratto dal desiderio di riscatto della condizione umana emarginata. È il fulcro del cristianesimo ... È messaggio evangelico, è Buona Novella. Cantando con Faber si diventa consapevoli di partecipare a un rito importante … C'è la condizione del privilegio della poesia musicale nel momento in cui diventa coscienza civile, comprensione umana, preghiera, guerra all'ipocrisia, amore per i derelitti e gli ultimi … I suoi personaggi appaiono ricchi di una fragilità che ce li rende cari, proprio come le figure del Vangelo di Gesù, capaci di coinvolgerci fino a seguirle fra i vicoli della città vecchia e nelle periferie. Quanti Michè, Marinella, Bocca di Rosa mi tornano in mente … Nella realtà in cui siamo immersi - complessa e triste, impaurita e militarizzata, con una politica allo sbando - sarà la poesia a salvarci...”

"Además de los cuatro textos 'canónicos', siempre tengo un quinto evangelio, el 'Evangelio según De André'. Es mi nueva Buena Novela ... es el eco de las palabras del hombre de Nazaret que, estoy seguro, fascinaron a mi amigo Fabrizio... el camino me confirmó lo que Fabrizio había adivinado: 'De los diamantes no nace nada, desde el estiércol florecen las flores'... 'Soy un pescador de hombres que vierte el vino y rompe el pan para quien dice tengo sed y tengo hambre' ... Es en ese 'mundo de los últimos' - de los marginados, de los excluidos, de los drogadictos, prostitutas - donde Faber encontró su inspiración... Dori Ghezzi siempre dijo: 'Fabrizio es de todos'. Es cierto... desde los años sesenta hasta hoy me he sentido 'evangelicamente implicado' desde la creación artística del Gran Compositor genovés... Fabrizio, todavía siendo yo un joven estudiante de escuela secundaria, me sorprendió con su composición escolar, desde la cual ya se veía la intolerancia hacia el poder y la intolerancia hacia las instituciones injustas. Sólo tenía yo diecisiete años, pero sus palabras estaban llenas de fuerza y compasión. Nuestra amistad floreció paseando por las calles del gueto de Génova, pisando el pavimento de esa 'Via del Campo' donde todavía hoy me parece que de repente pueden aparecer los personajes de sus canciones... El punto culminante de este encanto es representado por los dos protagonistas de la famosa 'Il Pescatore'. El asesino y el pescador encarnan la vida como 'camino' y 'encuentro', independientemente de cualquier prejuicio sobre el otro. El entendimiento entre los dos es un destello de luz entre dos tinieblas... En De André es evidente y clara una voz que parte desde el fondo para gritar justicia... Siempre me ha atraído el deseo de rescate de la condición humana marginada. Es el núcleo del cristianismo... es un mensaje evangélico, es una 'Buena Nueva'. Cantando con Faber uno se hace consciente de participar en un rito importante... existe la condición del privilegio de la poesía musical en el momento en que se convierte en conciencia civil, comprensión humana, oración, guerra contra la hipocresía, amor por los desamparados y los últimos... Sus personajes parecen ricos en una fragilidad que nos hace que sean seres queridos, al igual que las figuras del Evangelio de Jesús, capaces de involucrarnos hasta seguirlas entre los callejones del casco antiguo y los suburbios. Cuántos Michè, Marinella, Bocca di Rosa me vienen a la mente... En la realidad en que estamos inmersos - compleja y triste, temerosa y militarizada, con una política a la deriva - será la poesía un salvavidas..."

(Diario de Don Andrea Gallo)

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"Non c'è speranza nell'uomo se non nell'amore che uccide l'odio, nella carità che uccide cupidigie, e rancori, e ingiustizie. I potenti rammentino che la felicit à non nasce dalla ricchezza né dal potere, ma dal piacere di donare. La morte è rimorso per chi non ha saputo aprirsi, in vita, alla compassione".

"No hay esperanza en el hombre sino en el amor que mata al odio, en la caridad que mata a la codicia, a los rencores y a las injusticias. Los poderosos recuerden que la felicidad no nace de la riqueza ni del poder, sino del placer de dar. La muerte es remordimiento para aquellos que no se han abierto, en vida, a la compasión".

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