Sobre Canciones - Últimas Citas
     

In De André sembra che la rabbia, la ribellione, oltre alla sofferenza dell'individuo, occupino tutta la scena. Un esempio significativo è la canzone “Un giudice” che descrive un individuo che per la sua bassa statura non è accolto dall'ambiente esterno, che vedono nelle piccole dimensioni del suo corpo anche quelle della sua persona, svalorizzandola con commenti superficiali e offensivi senza mai chiedersi se, invece, in quella piccola taglia si nasconda un grande uomo. Alla fine il nano decide di diventare giudice, di occupare una posizione al di sopra degli altri, per cui ora è lui a decidere chi sono gli altri e quale sarà il loro futuro additandoli come colpevoli o no.
Ciò insegna che anche laddove un uomo tenti di vivere e di presentarsi agli altri per come è veramente – senza recitare parti né indossare maschere – se la società in cui vive è abituata a ragionare per schemi ed etichette, e a essere categorica nelle sue espressioni e nel suo modus operandi, senza sfumature, senza saper andare oltre quei limiti imposti sin dalla nascita, basta un corpo, il proprio corpo, per sentirsi incompresi.
La conclusione è la rabbia e la vendetta, là dove non si riesce a essere liberi e riconosciuti in quanto tali scatta una rabbia e un senso di vendetta che ripaga gli altri allo stesso modo in nome di una lotta non per la libertà, ma per la sua oppressione.

En de André parece que la ira, la rebelión, además del sufrimiento del individuo, ocupan toda la escena. Un ejemplo significativo es la canción "Un juez" que describe a un individuo que por su baja estatura no es acogido por el entorno exterior, que ven en las pequeñas dimensiones de su cuerpo también las de su personilda, desvarolizándola con comentarios superficiales y ofensivos sin nunca preguntarse si, en cambio, en ese pequeño tamaño se esconde un gran hombre. Al final, el enano decide convertirse en juez, ocupar una posición por encima de los demás, por lo que ahora es él quien decide quiénes son los demás y cuál será su futuro al señalarlos como culpables o no.
Esto enseña que incluso cuando un hombre intenta vivir y presentarse a los demás por cómo es realmente - sin actuar ni usar máscaras - si la sociedad en la que vive está acostumbrada a juzgar por patrones y etiquetas, a ser categórica en sus expresiones y en su modus operandi, sin matices, sin saber ir más allá de los límites impuestos desde el nacimiento (un cuerpo, su cuerpo), se sentirá incomprendido.
El resultado es la ira y la venganza, allí donde no se puede ser libre y reconocido como tal. Aflora una rabia y un sentido de venganza con la que se desea pagar a los demás de la misma manera en nombre de una lucha, no por la libertad (social), sino por su (sociedad) opresión.

(Sobre Canciones)

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Il suonatore Jones” è stata per me la poesia più difficile. Calarsi nella realtà degli altri personaggi pieni di difetti e di complessi è stato relativamente f acile, ma calarsi in questo personaggio così sereno da suonare per puro divertimento, senza farsi pagare, per me che sono un professionista della musica è stato tutt'altro che facile. Per Jones la musica non è un mestiere, un'alternativa: ridurla a un mestiere sarebbe come seppellire la libertà. E in questo momento non so se finirò prima o poi per seguire il suo esempio.

"Il suonatore Jones" fue para mí el poema más difícil. Sumergirse en la realidad de los otros personajes llenos de defectos y complejos fue relativamente fácil, pero sumergirse en este personaje tan sereno para tocar por pura diversión, sin hacerse pagar, para mí que soy un profesional de la música no fue tan fácil. Para Jones la música no es un oficio, una alternativa: reducirla a un oficio sería como enterrar la libertad. Y en este momento no sé si terminaré antes o después por seguir su ejemplo.

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio / Sobre Canciones)

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"Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento" (Preghiera in gennaio)

"Ho inciso la canzone sui suicidi ancora sotto choc, dopo aver visto Luigi steso in quel piccolo obitorio vicino a Sanremo, pareva un ospedaletto da campo. Nella mia canzone c'è una specie di tentativo di riscatto, da parte di un ente supremo come Dio, che fa proprio il contrario di quel che han fatto gli uomini: cioè, lo perdona. E' una canzone che è stata considerata addirittura blasfema quando nell'ultima strofa dico per esempio: “Dio di misericordia, vedrai, sarai contento”. Questo dialogo uomo-Dio a tanta gente non piace, dà fastidio. Il discorso che ho voluto fare era questo: “Sta tranquillo, che se non ti abbiamo capito noi, ci sarà qualcuno che ti capirà meglio”. Anche se io, tutto sommato, non posso considerarmi né cristiano né cattolico, mi farebbe tanto piacere che nel caso di Luigi ci fosse veramente un dio".

"Escucha su voz que canta en el viento" (Plegaria en enero)

"Grabé la canción sobre los suicidios aún en shock, después de ver a Luigi tumbado en esa pequeña morgue cerca de Sanremo, parecía un hospital de campaña. En mi canción hay una especie de intento de rescate, de parte de un ser supremo como Dios, que hace exactamente lo contrario de lo que hacen los hombres: es decir, lo perdona. Es una canción que se ha considerado incluso blasfema cuando en la última estrofa digo, por ejemplo: "Dios de la misericordia, verás, estarás contento ". Este diálogo hombre-Dios a muchas personas no les gusta, les molesta. El discurso que quería hacer era el siguiente: Estate tranquilo, que si no te hemos entendemos, habrá alguien que te entenderá mejor". Incluso si yo, considerando todas las cosas, después de todo , me encantaría que en el caso de Luigi realmente haya un dios".

De: Anche le parole sono nomadi – Un trabajo de la "Fondazione Fabrizio De André Onlus"
(Sobre Canciones)

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“Quando è uscito 'Storia di un impiegato' avrei voluto bruciarlo. Era la prima volta che mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio troppo oscuro, difficile. L'idea del disco era affascinante: dare del Sessantotto una lettura poetica, e invece è venuto fuori un disco politico. E ho fatto l'unica cosa che non avrei mai voluto fare: spiegare alla gente come comportarsi”.

"Cuando salió "Historia de un empleado" hubiera querido quemarlo. Era la primera vez que me posicionaba políticamente y sé que usé un lenguaje demasiado oscuro y difícil. La idea del disco era fascinante: dar al sesenta y ocho una lectura poética, y en cambio me salió un disco político. E hice lo único que nunca quise hacer: explicarle a la gente cómo comportarse".

Fabrizio De André (Sobre Fabrizio / Sobre Canciones)

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"La canzone di Marinella"
"Mi aveva talmente emozionato che ho cercato di reinventarle una vita e di addolcirle la morte"

"Me emocionó tanto que intenté reinventarle una vida y suavizar la muerte"

Fabrizio de André (Sobre Canciones)
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"Scrivere 'Il Cantico dei drogati', per me che avevo una tale dipendenza dall'alcol, ebbe un valore liberatorio, catartico. Però il testo non mi spaventava, anzi, ero compiaciuto. È una reazione frequente, tra i drogati, quella di compiacersi del fatto di drogarsi. Io mi compiacevo di bere, anche perché grazie all'alcol la fantasia viaggiava sbrigliatissima. Ho scritto sotto effetto dell'alcol testi di cui vado orgoglioso, come 'Amico fragile' per esempio. Con il 'Cantico' mi rappresentavo e mi liberavo dell'imbarazzo di essere considerato un alcolizzato".

"Escribir 'Il Cantico dei drogati', para mí que tenía tanta dependencia del alcohol, tenía un valor liberador y catártico. Pero el texto no me asustaba, por el contrario, me complacìa. Es una reacción frecuente, entre los adictos, de regodearse por el hcho de drogarse. Me gustaba beber, también porque gracias al alcohol, la fantasía viajaba libremente. He escrto bajo la influencia del alcohol textos de los que estoy orgulloso, como 'Amico fragile', por ejemplo. Con el 'Cantico' me representé a mí mismo y me liberé de la vergüenza de ser considerado un alcohólico".

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio / Sobre Canciones)

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“Lo dico in un verso: quello che non ho è quello che non mi manca (Quello che non ho). In effetti probabilmente ho troppe cose per essere quello che avrei voluto essere”.

"Lo digo en un verso: Lo que no tengo es lo que no echo de menos (Quello che non ho). Probablemente tengo demasiadas cosas para ser lo que quería ser".

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio / Sobre Canciones)

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"'La citta vecchia' è una canzone che risale al 1962, dove dimostro di aver sempre avuto, sia da giovane che da anziano, pochissime idee ma in compenso fisse. Nel senso che in questa canzone già esprimo quello che ho sempre pensato, che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell'errore, anche perché non ho ancora capito bene, malgrado i miei 58 anni, che cosa sia esattamente la virtù e cosa esattamente sia l'errore, perché basta spostarci di latitudine e vediamo come i valori diventano disvalori e viceversa. Non parliamo poi dello spostarci nel tempo: c'erno morali nel medioevo e nel rinnascimento che oggi non sono più assolutamente riconosciute.
Oggi noi ci lamentiamo, vedo che c'è un gran tormento sulla perdita di valori. Bisogna aspettare di storicizzarli. Io penso che non è che i giovani di oggi non abbian valori. Hanno sicuramente dei valori che non siamo riusciti a capir bene. Perché siamo troppo affezionati ai nostri. Tutto questo per dire io non ho nessuna verità assoluta in cui credere, che non ho nessuna certezza in tasca e quindi non la posso neanche regalare a nessuno. Va già molto bene se riesco a regalarvi qualche emozione.

"'La citta vecchia' es una canción que data de 1962, donde muestro que siempre tuve, tanto de joven como de mayor, muy pocas ideas, pero por otro lado, fijas. En el sentido de que en esta canción ya expreso lo que siempre he pensado, que hay muy poco mérito en la virtud y muy poca culpa en el error, aunque todavía no he entendido bien, a pesar de mis 58 años, qué es exactamente la virtud y qué es exactamente el error, porque es suficiente moverse de latitud y ver cómo los valores se vuelven negativos y viceversa. Y no hablemos de movernos en el tiempo: había una moral en la Edad Media y en el Renacimiento que hoy ya no es reconocible en absoluto.
Hoy nos lamentamos, veo que hay un gran tormento sobre la pérdida de valores. Debemos esperar para historizarlos, para tener una perspectiva temporal. Creo que no es que los jóvenes de hoy no tengan valores. Ciertamente tienen valores que no hemos podido comprender bien. Porque estamos muy apegados a lo nuestro. Todo esto para decir que no tengo una verdad absoluta en la que creer y, por lo tanto, no puedo dársela a nadie. Ya es muy bueno si puedo ofreceros alguna emoción".

Fabrizio de André. (Sobre Fabrizio / Sobre la Humanidad / Sobre Canciones)

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"'La canzone di Marinella' è ispirata ad un fatto di cronaca nera che avevo letto su un giornale quando avevo 15 anni. La vicenda di una ragazza che a sedici an ni si era trovata a fare la prostituta e che una sera era stata scaraventata nel Tanaro o nel Bormida da un delinquente. La storia mi aveva talmente tanto emozionato che ho cercato di reinventarle una vita e di addolcirne la morte.

"'La canzone di Marinella' está inspirada en una crónica negra que leí en un periódico cuando tenía 15 años. La historia de una niña que a los dieciséis años tuvo que convertirse prostituta y que una noche fue arrojada al Tanaro o Bormida por un criminal. La historia me emocionó tanto que intenté reinventar su vida y suavizar su muerte".

Fabrizio de André. (Sobre Canciones)

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In "Si chiamava Gesù" cerco di umanizzare al massimo la figura del Cristo, per dimostrare come l'amore - prima di cercarlo al di là del sole e delle stelle, come potrebbe essere per un dio come entità metafisica - si può benissimo trovarlo qui da noi. Ho addirittura azzardato l'ipotesi che non sia stato un dio a venire in terra, ma un uomo che sia riuscito a divinizarsi attraverso il suo comportamento.

Fabrizio De André.

En "Se llamaba Jesús" intento humanizar al máximo la figura de Cristo, para mostrar cómo el amor - antes de buscarlo más allá del sol y las estrellas, como podría ser con dios como entidad metafísica - se puede encontrar perfectamente aquí entre/con nosotros. Incluso he aventurado la hipótesis de que no fue un dios el que viniera a la tierra, sino un hombre que pudo divinizarse a través de su comportamiento.

Fabrizio de André. (Sobre Canciones / Sobre la Religión)

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