Sobre Canciones - Últimas Citas
     

Lui era un vorace, avido di cose soprattutto da leggere. Era uno che comperava un libro a mezzogiorno e il mattino dopo lo regalava. Lo aveva letto, masticato, digerito in quelle poche ore; non era andato a dormire fino a che non lo aveva finito.
A me una volta regalò un libro sui pellerossa, ce l'ho ancora, lo tengo lì come una reliquia; e guarda caso, fra l'altro, il disco dopo fu proprio un album dedicato ai pellerossa e alla loro cultura.

Era un voraz, codicioso de cosas sobre todo para leer. Era uno que compra un libro al mediodía y a la mañana siguiente lo regalaba. Lo había leído, masticado, digerido en esas pocas horas; no se había ido a dormir hasta que lo había terminado.
A mí una vez me dio un libro sobre los pieles rojas, todavía lo tengo, lo guardo allí como una reliquia; y mira que el siguiente disco fue precisamente un álbum dedicado a los pieles rojas y a su cultura (L'Indiano).

Franz di Cioccio de "Belìn, sei sicuro?" (Sobre Fabrizio / Sobre Canciones)

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La guerra è finita. Il ritorno dello zio Francesco.
Alla fine della guerra, in una bella giornata di sole, mentre Luisa era intenta ad alcune faccende, sentì delle grida riecheggiare per la valle. Si precipitò nel cortile e insieme alle nonne cercò di capire cosa stesse succedendo. Sceso da un treno a San Damiano, appena passato il rio, seduto sul ciglio di un fosso trovarono Francesco Amerio, ritornato dal campo di concentramento. Era diventato una larva. I famigliari lo vid ero in uno stato di tale abbattimento che la preoccupazione soverchiò la gioia. Artigliere alpino della divisione Susa, era stato catturato dai tedeschi in Albania il giorno dell'armistizio.
Fabrizio e Mauro nei giorni seguenti lo stuzzicarono, cercando di sapere qualcosa di quella terribile esperienza. Lo zio raccontò loro della fame, delle bucce di patata, del torso del cavolo diviso in quattro per sopravvivere; infine dell'esperienza più terrificante: quando, in fila per entrare nel forno crematorio, si era salvato perché il turno delle guardie era finito. Vicende che lo minarono per sempre nello spirito. Tutto ciò è rimasto impresso in Fabrizio che poi scrisse “La guerra di Piero” rifacendosi ai ricordi dello zio.

La Guerra ha terminado. El regreso del tío Francesco.
Al final de la guerra, en un hermoso día soleado, mientras Luisa estaba ocupada con algunas tareas, escuchó gritos que resonaban en el valle. Corrió al patio e intentó averiguar qué estaba pasando con sus abuelas. Descendiendo de un tren en San Damiano, justo al pasar el río, sentados en el borde de una zanja, encontraron a Francesco Amerio, que había regresado del campo de concentración. Se había convertido en una larva. La familia lo vio en un estado de tal depresión que la preocupación abrumó la alegría. Artillero alpino de la división de Susa, fue capturado por los alemanes en Albania el día del armisticio.

En los días siguientes, Fabrizio y Mauro le martirizaron, tratando de saber algo sobre esa terrible experiencia. El tío les habló del hambre, de las pieles de patatas, del cogollo del repollo dividido en cuatro para sobrevivir; Finalmente, la experiencia más aterradora: cuando, en la fila para ingresar al crematorio, se salvó porque el turno de los guardias había terminado. Eventos que lo minaron para siempre en espíritu. Todo esto quedó impreso en Fabrizio, quien luego escribió "La guerra de Piero" basándose en los recuerdos de su tío.

De: "Non per un dio ma nemmeno per gioco – Vita di Fabrizio De André" – Luigi Viva. (Sobre Canciones)

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Ormai viviamo al centro di una immensa e dolorosa satira che ho tentato di descrivere. Trent'anni fa si poteva sperare di cambiare il mondo, di ave re una giustizia sociale ed un'opposizione seria al sistema. Oggi, purtroppo, non ci resta che la rassegnazione davanti a un mondo che semmai è cambiato in peggio, a una giustizia e a un'opposizione fantasma. Il canto delle cicale, che apre e chiude “Le nuvole”, rappresenta l'unica voce di protesta che è rimasta: la gente purtroppo non parla più.

Ahora vivimos en el centro de una inmensa y dolorosa sátira que he intentado describir. Hace treinta años se podía esperar cambiar el mundo, tener una justicia social y una oposición seria al sistema. Hoy, lamentablemente, sólo nos queda la resignación ante un mundo que en todo caso ha cambiado a peor, a una justicia y a una oposición fantasma. El canto de las cigarras, que abre y cierra "Las nubes", representa la única voz de protesta que ha quedaod: la gente lamentablemente ya no habla.

Fabrizio de André (Sobre la Humanidad / Sobre Canciones)

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Bocca di Rosa è esistita davvero: si chiamava Maritza. Era un'istriana bionda, piombata a Genova per togliersi “la voglia” di Fabrizio. La storia è raccontata n el romanzo “Un destino ridicolo”. Fabrizio era a casa, bussano alla porta: “Finalmente riesco a incontrarti”, dice la bionda che ha trovato l'indirizzo su un settimanale di musica. Il resto, come si dice in Gallura, “tocca ponillo in canzone” (bisogna metterlo in musica), per quegli eventi eccezionali che è bene fissare in qualche modo per non perderne il ricordo.

Bocca di Rosa existió de verdad: se llamaba Maritza. Era una rubia proveniente de Istria, irrumpió en Génova para quitarse "las ganas" de Fabrizio. La historia es contada en la novela "Un destino ridículo". Fabrizio estaba en casa, llamó a su puerta: "Finalmente puede encontrarte", dice la rubia que encontró la dirección en un semanal de música. El resto, como se dice en Gallura, "tocca ponillo in canzone" (hay que ponerla en música), para esos eventos excepcionales que es bueno fijar de alguna manera para no perder el recuerdo.

De: "Uomini e donne di Fabrizio De André" – Alfredo Franchini (Sobre Canciones)

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"Il testamento di Tito", assieme ad "Amico fragile", è la mia migliore canzone. Dà un'idea di come potrebbero cambiare le leggi se fossero scritte da chi il potere non ce l'ha. È un'altra delle canzoni scritte con il cuore, senza paura di apparire retorico, e riesco a continuare a cantarla, ancora oggi, senza stanchezza.

"Il testamento di Tito", junto con "Amico fragile", es mi mejor canción. Da una idea de cómo las leyes podrían cambiar si fueran escritas por aquellos que no tienen poder. Es otra de las canciones escritas con el corazón, sin temor a parecer retórica, y puedo seguir cantándola, aún hoy, sin hastío.

Fabrizio de André (Sobre Canciones)

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"La mia non è oscenità ma lotta alla retorica che nonostante il cosiddetto progresso continua a condizionarci. Il guaio è che la gente è innamorata dei suoi miti e non sempre gradisce di vederseli demolire".

"Lo mío no es obscenidad sino una lucha contra la retórica que continúa influyendo en nosotros a pesar del llamado progreso. El problema es que la gente está enamorada de sus mitos y no siempre les gusta verlos demolidos".

Fabrizio de André sobre "Carlo Martello torna dalla battaglia di Poitiers"
(Sobre Fabrizio / Sobre la Humanidad / Sobre Canciones)

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"Io della guerra ne ho parlato molto. Ne ho parlato attraverso "La guerra di Piero" e "La ballata dell'eroe"; soprattutto nella "Guerra di Piero" attraverso i racconti che mi faceva mio zio, fratello di mia mamma, che si fece tutta la campagna d'Albania. Ho parlato della guerra anche in episodi apparentemente marginali come in "Fiume Sand Creek", uno dei tanti massacri perpetrati ad opera di un gruppo di alcolizzati americani guidati da un certo colonnello Chivington. Ho parlato di un anziano palestinese che piangeva il suo ragazzo macinato dai cingoli di un carro armato israeliano durante l'invasione a "Sidone". Ho parlato di tutto questo e mi sono reso conto che può anche darsi che io sia riuscito a scuotere lievemente la coscienza di qualcuno, ma non è servito assolutamente a niente."

"He hablado mucho de la guerra. He hablado de ellos a través de "La guerra de Piero" y "La ballata dell'eroe"; sobre todo en "La guerra di Piero" a través de los historias que me contaba mi tío, hermano de mi madre, acaecidos durante la campaña de Albania. He hablado de la guerra también en episodios aparentemente marginales como en "Fiume Sand Creek", una de las muchas masacres cometidas por un grupo de alcohólicos americanos dirigidos por un tal coronel Chivington. Hablé de un anciano palestino que lloraba a su hijo molido por las orugas de un tanque israelí durante la invasión de "Sidón". He hablado de todo esto y me he dado cuenta de que también podría haber sido capaz de sacudir ligeramente la conciencia de alguien, pero no ha servido absolutamente para nada."

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio)

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L'opera di De André è un grande affresco in musica, una sorta di commedia umana in cui è depositata una chiave di lettura dei comportamenti, dei desideri, di certi modelli emotivi dell'uomo.

La obra de André es un gran fresco de música, una especie de comedia humana en la que se presenta una clave de lectura de los comportamientos, de los deseos, de ciertos modelos emocionales del hombre.

(Sobre Fabrizio)

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In De André sembra che la rabbia, la ribellione, oltre alla sofferenza dell'individuo, occupino tutta la scena. Un esempio significativo è la canzone “Un giudice” che descrive un individuo che per la sua bassa statura non è accolto dall'ambiente esterno, che vedono nelle piccole dimensioni del suo corpo anche quelle della sua persona, svalorizzandola con commenti superficiali e offensivi senza mai chiedersi se, invece, in quella piccola taglia si nasconda un grande uomo. Alla fine il nano decide di diventare giudice, di occupare una posizione al di sopra degli altri, per cui ora è lui a decidere chi sono gli altri e quale sarà il loro futuro additandoli come colpevoli o no.
Ciò insegna che anche laddove un uomo tenti di vivere e di presentarsi agli altri per come è veramente – senza recitare parti né indossare maschere – se la società in cui vive è abituata a ragionare per schemi ed etichette, e a essere categorica nelle sue espressioni e nel suo modus operandi, senza sfumature, senza saper andare oltre quei limiti imposti sin dalla nascita, basta un corpo, il proprio corpo, per sentirsi incompresi.
La conclusione è la rabbia e la vendetta, là dove non si riesce a essere liberi e riconosciuti in quanto tali scatta una rabbia e un senso di vendetta che ripaga gli altri allo stesso modo in nome di una lotta non per la libertà, ma per la sua oppressione.

En De André parece que la ira, la rebelión, además del sufrimiento del individuo, ocupan toda la escena. Un ejemplo significativo es la canción "Un juez" que describe a un individuo que por su baja estatura no es acogido por el entorno exterior, que ven en las pequeñas dimensiones de su cuerpo también las de su personilda, desvarolizándola con comentarios superficiales y ofensivos sin nunca preguntarse si, en cambio, en ese pequeño tamaño se esconde un gran hombre. Al final, el enano decide convertirse en juez, ocupar una posición por encima de los demás, por lo que ahora es él quien decide quiénes son los demás y cuál será su futuro al señalarlos como culpables o no.
Esto enseña que incluso cuando un hombre intenta vivir y presentarse a los demás por cómo es realmente - sin actuar ni usar máscaras - si la sociedad en la que vive está acostumbrada a juzgar por patrones y etiquetas, a ser categórica en sus expresiones y en su modus operandi, sin matices, sin saber ir más allá de los límites impuestos desde el nacimiento (un cuerpo, su cuerpo), se sentirá incomprendido.
El resultado es la ira y la venganza, allí donde no se puede ser libre y reconocido como tal. Aflora una rabia y un sentido de venganza con la que se desea pagar a los demás de la misma manera en nombre de una lucha, no por la libertad (social), sino por su (sociedad) opresión.

(Sobre Canciones)

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Il suonatore Jones” è stata per me la poesia più difficile. Calarsi nella realtà degli altri personaggi pieni di difetti e di complessi è stato relativamente f acile, ma calarsi in questo personaggio così sereno da suonare per puro divertimento, senza farsi pagare, per me che sono un professionista della musica è stato tutt'altro che facile. Per Jones la musica non è un mestiere, un'alternativa: ridurla a un mestiere sarebbe come seppellire la libertà. E in questo momento non so se finirò prima o poi per seguire il suo esempio.

"Il suonatore Jones" fue para mí el poema más difícil. Sumergirse en la realidad de los otros personajes llenos de defectos y complejos fue relativamente fácil, pero sumergirse en este personaje tan sereno para tocar por pura diversión, sin hacerse pagar, para mí que soy un profesional de la música no fue tan fácil. Para Jones la música no es un oficio, una alternativa: reducirla a un oficio sería como enterrar la libertad. Y en este momento no sé si terminaré antes o después por seguir su ejemplo.

Fabrizio de André (Sobre Fabrizio / Sobre Canciones)

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"Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento" (Preghiera in gennaio)

"Ho inciso la canzone sui suicidi ancora sotto choc, dopo aver visto Luigi steso in quel piccolo obitorio vicino a Sanremo, pareva un ospedaletto da campo. Nella mia canzone c'è una specie di tentativo di riscatto, da parte di un ente supremo come Dio, che fa proprio il contrario di quel che han fatto gli uomini: cioè, lo perdona. E' una canzone che è stata considerata addirittura blasfema quando nell'ultima strofa dico per esempio: “Dio di misericordia, vedrai, sarai contento”. Questo dialogo uomo-Dio a tanta gente non piace, dà fastidio. Il discorso che ho voluto fare era questo: “Sta tranquillo, che se non ti abbiamo capito noi, ci sarà qualcuno che ti capirà meglio”. Anche se io, tutto sommato, non posso considerarmi né cristiano né cattolico, mi farebbe tanto piacere che nel caso di Luigi ci fosse veramente un dio".

"Escucha su voz que canta en el viento" (Plegaria en enero)

"Grabé la canción sobre los suicidios aún en shock, después de ver a Luigi tumbado en esa pequeña morgue cerca de Sanremo, parecía un hospital de campaña. En mi canción hay una especie de intento de rescate, de parte de un ser supremo como Dios, que hace exactamente lo contrario de lo que hacen los hombres: es decir, lo perdona. Es una canción que se ha considerado incluso blasfema cuando en la última estrofa digo, por ejemplo: "Dios de la misericordia, verás, estarás contento ". Este diálogo hombre-Dios a muchas personas no les gusta, les molesta. El discurso que quería hacer era el siguiente: Estate tranquilo, que si no te hemos entendemos, habrá alguien que te entenderá mejor". Incluso si yo, considerando todas las cosas, después de todo , me encantaría que en el caso de Luigi realmente haya un dios".

De: Anche le parole sono nomadi – Un trabajo de la "Fondazione Fabrizio De André Onlus"
(Sobre Canciones)

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“Quando è uscito 'Storia di un impiegato' avrei voluto bruciarlo. Era la prima volta che mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio troppo oscuro, difficile. L'idea del disco era affascinante: dare del Sessantotto una lettura poetica, e invece è venuto fuori un disco politico. E ho fatto l'unica cosa che non avrei mai voluto fare: spiegare alla gente come comportarsi”.

"Cuando salió "Historia de un empleado" hubiera querido quemarlo. Era la primera vez que me posicionaba políticamente y sé que usé un lenguaje demasiado oscuro y difícil. La idea del disco era fascinante: dar al sesenta y ocho una lectura poética, y en cambio me salió un disco político. E hice lo único que nunca quise hacer: explicarle a la gente cómo comportarse".

Fabrizio De André (Sobre Fabrizio / Sobre Canciones)

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